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CONSIGLI UTILI E FUTILI DAL MONDO DELLE DONNE

LA CORNACCHIA


UNA STORIA VERA. 

Da diversi giorni una cornacchia di grosse dimensioni si aggirava nel mio quartiere di Roma. Passeggiava indisturbata lungo i marciapiedi, attraversava la strada facendo attenzione alle macchine che transitavano e talvolta capitava che addirittura costringesse i passanti a scansarsi, infastiditi ed anche un po’ spaventati dall’insolita presenza.

Le storie sulla cornacchia ormai cominciavano a girare tra la gente della zona. Una sera, infatti, il custode dello stabile mi raccontò che l’animale era perfino entrato nella macelleria e, approfittando dell’assenza al banco del macellaio, aveva rubato un pezzo di carne sul tagliere.

Anche una signora incontrata in frutteria mi raccontò, dopo qualche giorno, che “lo struzzo”, come oramai lo chiamavano tutti, era entrato dal balcone in un appartamento al V piano ed era stato scoperto dal proprietario intento a mangiare pasticcini lasciati nel vassoio su un tavolinetto del salone.

La cornacchia del quartiere era alta, grossa e con un’apertura alare notevole. Aveva poi lo sguardo vispo, intelligente, come una persona che ti scruta e cerca di carpirti chissà quale segreto. Sui terrazzi e sui balconi, molto spesso, si trovavano le piante rovinate, la terra fuori dai vasi ed escrementi di dimensioni notevoli, appartenenti sicuramente sempre alla stessa.

Un pomeriggio, rientrando a casa dal lavoro, incontrai un mio amico che mi raccontò gli ultimi episodi di gossip riguardanti l’animale. La gente era un po’ spaventata ma nello stesso tempo divertita dalla continua presenza di quell’animale così sfacciato.

Il giorno successivo nel parcheggio dove solitamente lascio l'automobile, mi accorsi della bestia in mezzo al vialetto che, imperterrita, guardava l’arrivo della macchina senza scostarsi nemmeno di un centimetro.

In una frazione di secondo realizzai che era venuto il mio momento di gloria: accelerando un po’ avrei spaventato la cornacchia irriverente ottenendone probabilmente l'allontanamento dal quartiere e, di conseguenza, la riconoscenza di tutti.

Accelerai, quindi, fortemente e a pochi metri dalla preda frenai bruscamente. Ero più spaventata della cornacchia, ebbi addirittura paura di ucciderla perché lei mi guardava dritto negli occhi ma non si spostava minimamente. Insomma, se non avessi frenato bruscamente la storia sarebbe andata a finire certamente in maniera ben diversa. Dopo varie suonate di clacson riuscii a farle prendere il volo verso il cielo.

Tornai a casa e, senza più pensarci, dimenticai l’accaduto.

La mattina successiva però, entrando nel parcheggio, il mio sguardo si incrociò subito con quello della cornacchia che, evidentemente spaventata dal giorno prima, mi stava aspettando, proprio sul cancello del parcheggio, per vendicarsi.

Appena i nostri sguardi si incrociarono, aprì le ali e si andò a poggiare sulla mia macchina, proprio sopra allo sportello del lato guidatore. Provai ad entrare ma la bestia mi fece un versaccio aprendo le ali e allungando il collo ed il becco minaccioso verso di me.

A quel punto, con il cuore che batteva all’impazzata, capii perfettamente ciò che “lo struzzo” voleva, a suo modo, comunicarmi. Era arrabbiato con me e me lo stava dimostrando. Scoppiai a piangere e mentre ritornavo a casa pensando a come arrivare in ufficio, incontrai una coppia che entrava, la fermai e piangendo spiegai loro il motivo del mio stato d'animo. Il marito gentilmente mi disse che avrebbe provato a risolvere il problema. Accompagnò la moglie in macchina e al ritorno aveva con sé un bel plaid grande con cui tentò di far scappare il volatile più volte, avvicinandoglielo fino quasi a sfiorarlo.

Alla fine, dopo vari tentativi, il plaid raggiunse la bestia che spaventata si allontanò. Io in un baleno entrai in macchina, misi in moto e mi allontanai velocemente senza nemmeno ringraziare il mio “salvatore”.

Presi la lunga discesa con "la bestia" che volava all’altezza del mio finestrino, gracchiando e sbattendo il becco sul vetro di tanto in tanto. Io nel frattempo, terrorizzata, continuavo a piangere e nello stesso tempo ad accelerare e fu così che a un certo punto non vidi più la cornacchia finalmente dileguatasi nel traffico.

Quel giorno riuscii a combinare poco o niente in ufficio, terrorizzata dal pensiero di trovare la cornacchia nuovamente nel parcheggio. Cercavo soluzioni alternative. Pensai addirittura di lasciare la macchina lontano da casa e tornare in autobus. Alla fine optai per un giro di perlustrazione nella zona ed eventualmente del parcheggio. Feci vari tentativi ma dell’uccello nemmeno l’ombra. Entrai furtiva nel parcheggio e non vedendo animali molesti, parcheggiai in fretta e furia e correndo scappai a casa. Da quel giorno la cornacchia che girava indisturbata per il quartiere sparì nel nulla.

Forse aveva captato che era meglio cambiare aria perché durante il periodo di permanenza ne aveva combinate davvero troppe.

Dopo l'insolita avventura ho cominciato a documentarmi sulla vita di questi animali che sembra siano intelligentissimi e famelici, con una grande adattabilità in ambienti diversi ed è per questo motivo che si sono così ben inseriti nelle città. Riescono a sfruttare ogni buona possibilità che gli si presenti perché sono anche coraggiosi e opportunisti. Entrano nelle case e rovistano nell’immondizia alla ricerca di ogni genere di alimento, perfino andato a male. Hanno bisogno mediamente di 350 grammi di cibo al giorno e quando lo trovano in abbondanza riescono anche a conservarlo in un nascondiglio, a mo’ di dispensa.

Pensate che in una cittadina giapponese, addirittura, girano diversi filmati nel web in cui le cornacchie sono in grado di poggiare le noci a terra al semaforo per farsele schiacciare dalle automobili e quando il semaforo è rosso da un lato della strada le stesse vanno a ritirare la porzione di cibo dalla parte dei pedoni. Poi poggiano di nuovo noci intere sull’asfalto per farsele aprire dalle auto che transitano quando il semaforo lo consente.

In definitiva, l'insegnamento tratto è che il Mondo Animale non finirà mai di stupirci con i suoi insoliti esemplari...

4 commenti

  • Franca Sabato, 02 Novembre 2019 09:51 Link al commento

    Interessante. Anche da me viene una cornacchia, guarda attentamente, uno sguardo vispo intelligente. Mi faceva paura, ora ho capito che fa capolino in cerca di mangiare. Ha saltellato ed è andata via, cercava cibo credo.
    Una volta ha mangiato i croccantini del gatto.
    Sono vendicativi, credo...

  • Elisa rosa falciori Martedì, 13 Giugno 2017 17:27 Link al commento

    Ben scritto, letto d'un fiato! complimenti!

  • Consuelo Venerdì, 22 Gennaio 2016 16:00 Link al commento

    Mi ricorda un pò il film di Hitchcock "Gli uccelli". Meno male che come dicevano in quel film gli uccelli sono il simbolo della gentilezza e non sono aggressivi. A me certi uccelli invece fanno paura. A Roma mi capita di vedere sempre più spesso dei vitelli travestiti da gabbiani, giganteschi, che rovistano tranquillli nella spazzatura lasciata per strada e devo dire che a me sinceramente l'idea della gentilezza non la danno proprio! Quando li vedo giro alla larga....non si sa mai....potrebbe essere la loro giornata poco gentile!

  • liviana Sabato, 02 Gennaio 2016 23:09 Link al commento

    FANTASTICO!!!!! INCREDIBILE!!!!!!
    Un racconto particolare!!!!
    Quasi..quasi dallo stile....GIALLOROSA!!!!
    Spesso la realtà supera la fantasia!!!!
    MI E' PIACIUTO MOLTO!!!!

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