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CONSIGLI UTILI E FUTILI DAL MONDO DELLE DONNE

TUTTA COLPA DEL MICROBIOTA?

 

della dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.
 
Si parla molto del Microbiota, termine che indica quella che una volta era semplicemente la flora batterica intestinale ma che, alla luce delle nuove conoscenze, ha assunto l'importanza di vero e proprio Organo, la cui funzione può incidere seriamente sulla nostra salute.
Alla nascita, il nostro intestino è sterile ma in seguito viene colonizzato da batteri, per tutta la sua lunghezza, a partire dalla bocca.
Fattori genetici, il tipo di parto e il microbiota materno, incidono sulla sua composizione, determinante per la digestione e l'assorbimento dei nutrienti, ma che può incidere anche sul corretto sviluppo di un sistema immunitario efficiente e nel tempo dare origine a squilibri metabolici, facilitare lo sviluppo dell'obesità e favorire lo sviluppo di patologie infiammatorie e degenerative intestinali e non.
E' soprattutto l'alimentazione che influenza la qualità del microbiota: i batteri, a contatto con diete ricche di grassi e proteine, producono composti che potrebbero favorire processi infiammatori, degenerativi e aterosclerosi. Altresì, diete povere di fibre possono influire negativamente su di una corretta risposta immunitaria.
La causa più importante di alterazione del microbiota è l'assunzione eccessiva di antibiotici che, soprattutto nei primi anni di vita, può compromettere lo sviluppo del sistema immunitario.
Interessante è il ruolo dei polifenoli, antiossidanti per eccellenza presenti ad esempio nell'olio extravergine di oliva e nel vino, che nel colon vengono metabolizzati e trasformati dal microbiota in prodotti bioattivi utili alla salute.
I lattobacilli, composti fondamentali del microbiota umano, sono attualmente studiati con attenzione per l'attività protettiva contro lo sviluppo di sostanze cancerogene legate all'eccessiva assunzione di carne nella dieta.
Chissà se, in un futuro non molto lontano, si potrà intervenire su una malattia, modificando la composizione dei batteri presenti nel nostro organismo… È notizia di questi giorni, infatti, che negli U.S.A. hanno fondato un istituto per conservare ed usare le feci quando necessario: i trapianti di flora batterica potranno quindi essere usati contro alcune malattie difficili da curare con i farmaci tradizionali....il futuro è già qui!

 

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E' L'ANNO DEI LEGUMI


della Dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.

Finalmente un riconoscimento per i legumi, il 2016 sarà l'anno Internazionale a loro dedicato. La meritano questa celebrazione: la loro coltivazione è semplice, è a basso impatto ambientale e favoriscono  altre coltivazioni, si conservano a lungo facilmente e senza richiedere energia, le loro qualità alimentari sono eccellenti e dal punto di vista culinario sono una miniera di gusto e si prestano a piatti saporiti ed accostamenti sorprendenti.
La famiglie delle leguminose è molto ampia e capace di soddisfare anche i palati  più esigenti: fagioli, piselli, fave, ceci, lenticchie sono tradizionalmente molto presenti nella nostra cucina, ad essi si aggiungono arachidi e soia. Per il loro contenuto di proteine sono una valida alternativa alla carne soprattutto se associati ai cereali: pasta e fagioli, eccolo il matrimonio per eccellenza della dieta mediterranea. Celebrato in  tutte le nostre regioni, un piatto unico per la sua semplicità, saziante e gustoso con un ottimo apporto nutritivo: proteine di alto valore biologico, carboidrati a lento assorbimento sazianti ed utili contro obesità e diabete, alto apporto di fibre utili anche per ridurre l'assorbimento di grassi eventualmente aggiunti per insaporire. Un piatto di cereali e legumi seguito da un frutto rappresenta ciò che c'è di meglio per una alimentazione sana, gustosa e dietetica. Sono tra gli alimenti vegetali più ricchi di calcio e si distinguono anche per l'ottimo apporto di  ferro, sali minerali e potassio.
Diversi studi confermano poi i loro effetti benefici sulla nostra salute, il consumo frequente di legumi diminuisce i valori di colesterolo nel sangue, e con il loro basso indice glicemico riducono il rischio di malattie cardiovascolari.

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UNA TASSA SALUTARE


della Dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.

Una tassa del 20% su tutte le bibite dolcificate da impiegare per diminuire il prezzo di frutta e verdura e per invogliarne il consumo: questa la provocatoria proposta della British Medical Association per migliorare le abitudini alimentari degli inglesi. Una legge simile sembra sia già stata approvata in Messico, dove il forte consumo di queste bibite ha subito un calo consistente.
Si parla di almeno 200.000 decessi all'anno legati al consumo di bibite zuccherate: drink energetici e analcolici, bevande alla frutta, succhi di frutta con zucchero aggiunto, thè zuccherato e bibite gassose zuccherate.
L'eccessivo consumo di carboidrati a rapido assorbimento, come lo zucchero, causa obesità in quanto gli zuccheri introdotti e non consumati con l'attività fisica si depositano sotto forma di grassi.
Inoltre l'eccessivo apporto di questi carboidrati aumenta rapidamente il carico glicemico provocando, a lungo andare, il diabete e a seguire malattie cardiocircolatorie.
L'uso di bevande zuccherate fa parte di una dieta senza qualità, in genere l'uso di alimenti solidi è legato allo stimolo della fame, mentre il consumo di queste bevande avviene spesso in assenza di fame, per sete o a volte per semplici ragioni di ordine sociale.
Le conseguenze negative di un uso cronico sono l'alterazione del gusto e deformazione della scelta degli alimenti. Nei bambini possono alterare il gusto fino a rendere sgradevole o amaro il sapore naturale di frutta e verdura, e spontaneamente le preferiscono all'acqua da bere.
Il risultato è una dieta non ottimale, senza qualità e benefici per la salute.
L'OMS ha chiesto una riduzione del consumo di zucchero al 5% delle calorie totali giornaliere, cioè 25 grammi che corrispondono a 100 calorie: davvero una sfida considerando che una lattina di cola ne contiene circa 35 grammi.


 

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CHE MANGEREMO NEL 2016?


della Dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.

Ogni anno porta con sé novità in tutti i campi generando spesso mode a volte effimere, altre meno. Dal punto di vista alimentare questo sarà l'anno dei nuovi cereali o considerati tali. Di alcuni già se ne è parlato molto nell' ultimo periodo, la quinoa e il grano saraceno, mentre la palma di novità assoluta sembrerebbe andare all'amaranto.
Dal punto di vista botanico non sono cereali, sono assimilati a questi per la loro composizione nutrizionale e danno origine a farine che vengono usate in cucina. Rispetto ai nostri cereali tradizionali hanno un contenuto proteico maggiore e migliore dal punto di vista qualitativo, hanno un buon contenuto di calcio, ferro e magnesio ed essendo naturalmente privi di glutine sono molto utili per integrare la dieta dei celiaci  e di quelle categorie di persone che hanno bisogni nutrizionali più  elevati come gli sportivi, gli anziani e i bambini.
Di origine asiatica, il grano saraceno fa parte della tradizione culinaria del nord Italia, è ricco di fibre, di polifenoli, di carboidrati solubili in grado di migliorare il controllo glicemico, e un basso contenuto di grassi, simile al  frumento.
La quinoa e l'amaranto sono invece di origine sudamericana, usati nell'antichità dai Maya e dagli Atzechi, la quinoa in particolare possiede un elevato potere antiossidante  e per tale motivo le si attribuiscono particolari proprietà in grado di diminuire il rischio di ammalarsi di alcune patologie .
Dai semi si ottiene una farina dalle ottime capacità emulsionanti e leganti che ben si  presta come ingrediente di varie preparazioni come cereali per la colazione, pasta, dessert ed altro, inoltre possiede un elevato effetto saziante. Attenzione però al loro contenuto in grassi che è più elevato del nostro frumento: amaranto e quinoa ne contengono circa il doppio e anche se in maggioranza si tratta di grassi insaturi, deve essere ben valutato nel bilancio energetico giornaliero.

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