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CONSIGLI UTILI E FUTILI DAL MONDO DELLE DONNE

L'ORCHIDEA

Florigrafia 

E’ un fiore di straordinaria bellezza che ha sempre rappresentato la raffinatezza, l’eleganza, l’armonia, l’amore e perciò si regala alla donna in segno di ammirazione massima e  di dedizione profonda, come simbolo di un sentimento duraturo nel tempo.
Anticamente, era il fiore tipico da dare in dono alla donna orgogliosamente amata, in segno di ringraziamento dell’amore che ricambiava.
Veniva regalato anche per un altro significato recondito: attrazione fisica, sensualità, lussuria e passione dei sensi che provocava quella donna nell’animo dell’uomo. Quindi si attribuiva all’orchidea il compito di esplicitare il desiderio di un amore passionale e fugace.
A corollario di questo significato segreto, nell’ottocento veniva utilizzata anche per risolvere problemi di sterilità femminile e addirittura per preparare pozioni magiche d’amore nella speranza che facesse innamorare l’uomo o la donna desiderata. Si riteneva, infatti, che una volta ingerita l’orchidea provocasse sensazioni fortemente afrodisiache.
Oggi è il fiore più adatto da regalare alla mamma perché è la persona più amata e che più ci ama al mondo, il cui amore non si affievolirà mai, nemmeno con il passare degli anni. Anzi più grandi si diventa e più si comprende l'importanza e il valore della mamma.
 

 

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LUCI E COLORI

IMPORTANTI PER VIVERE MEGLIO...

La luce ha un particolare effetto sugli esseri umani. La luce colorata, poi, determina sulla nostra psiche effetti ancora più intensi.
Lo studio della luce e dei colori e lo studio della luce colorata hanno aiutato a scoprire molti aspetti della nostra interiorità, prima sconosciuti.
Le luci e i colori della casa in cui viviamo, dello studio o dell’ufficio in cui lavoriamo, dei vestiti che indossiamo, della stanza in cui dormiamo, rivelano molte sfaccettature della nostra personalità e lo stato psicologico del momento, oltre che della forza e dell’energia con cui affrontiamo la quotidianità.
La luce e i colori, infatti, influenzano sia il nostro corpo che la nostra mente.
Una luce colorata può aumentare a dismisura le sue potenzialità benefiche nei confronti degli esseri umani.
Tutto il mondo che ci circonda è più o meno luminoso e più o meno colorato e non possiamo immaginare quanto possano influenzare la nostra giornata la scelta di un vestito di un determinato colore da indossare o indossato da un nostro interlocutore.
Sarebbe, pertanto, auspicabile che i colori attorno a noi venissero scelti con particolare attenzione per stimolare energia pura a tutti i livelli del nostro essere fisico e mentale.
I colori si suddividono in caldi (rosso, arancione, giallo) e colori freddi (azzurro, indaco, violetto). Il verde sta al centro delle due categorie e rappresenta il punto di equilibrio.
I colori caldi hanno un effetto eccitante ed energizzante e favoriscono i movimenti, le azioni e l’energia fisica (attività muscolare in genere) avendo come conseguenza l’aumento della pressione del sangue, la frequenza del respiro e del battito cardiaco.
I colori freddi hanno invece un effetto calmante e rilassante in quanto abbassano la pressione sanguigna, la frequenza del battito cardiaco e favoriscono la facilità di pensiero.
Il colore che sta in mezzo alle due categorie, il verde in tutte le sue sfumature, ha un effetto riequilibrante e di benessere psico fisico generale. 
Quindi quando al mattino scegliamo l’abbigliamento più adatto alla giornata da affrontare, teniamo presente anche gli effetti benefici prioritari di cui abbiamo bisogno.
Stiamo attraversando un periodo di stress fisico e mentale? Prediligiamo i colori rilassanti.
Al contrario, quando abbiamo bisogno di maggiori stimoli fisici e mentali, prediligiamo i colori forti.
Nella scelta dell’arredamento, invece,  guardiamoci dentro e decidiamo di quali effetti benefici abbiamo maggiormente bisogno.
Siamo caratterialmente agitati e nervosi? Scegliamo un divano comodo e di colore rilassante.
Siamo normalmente riflessivi e lenti nelle decisioni importanti? Scegliamo un colore forte che ci stimoli ad essere più reattivi alla vita.

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CREPACUORE


della Dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.

Una definizione usata per le eroine dei romanzi rosa che si struggono d'amore è diventata oggetto di uno studio che ha coinvolto equipe di ricercatori internazionali. E così esiste, il crepacuore è una vera e propria malattia, colpisce le donne ed è pericolosa quanto l'infarto vero e proprio.
Il nome scientifico è sindrome di Takotsubo, nome che deriva dal giapponese e vuol dire ''vaso per i polpi'' perché il cuore assume una forma a palloncino che ricorda quella di un vaso.
E' una cardiomiopatia da stress che colpisce soprattutto le donne (9:1) dopo un lutto (30% dei casi) o dopo uno stress fisico importante come un intervento chirurgico (36%) e spesso si associa a depressione.
Si manifesta come un infarto: dolore al petto ed affanno improvviso con alterazioni dell'ecg, ma la coronarografia che viene eseguita in questi casi per un sospetto infarto, si rivela sorprendentemente normale. Ad un'osservazione attenta non può sfuggire però la forma a palloncino che assume il cuore a causa di un restringimento reversibile dei piccoli vasi, reversibile si, ma nel frattempo il cuore non riesce a svolgere sufficientemente la sua funzione di pompa con conseguente shock cardiogeno a volte fatale.
Romanzieri e poeti hanno scritto pagine e pagine sul mal d'amore, considerato il più potente dei sentimenti umani, in tutte le sue sfumature della passione, descrivendolo con turbamento, pietà, a volte con sarcasmo o parole di derisione.

Questa poesia vale più di tante descrizioni scientifiche

''...e così
il cuore nel mio petto ha sussultato,
ti ho gettato uno sguardo e tutt'a un tratto
non ho più voce,
no, la mia lingua è come spezzata,
all'improvviso un fuoco lieve è corso
sotto la pelle, i miei occhi non vedono,
le orecchie mi risuonano,
scorre un sudore e un tremito mi prende
tutta, e sono più pallida dell'erba,
è come se mancasse tanto poco
ad esser morta....

Saffo, VII sec. a.C.

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SHIATSU

Mi chiamo Marco Romiti, ho 48 anni e sono uno Shiatsuca. Ascolto il corpo con le mani ed individuo i blocchi di energia nei corpi di chi si distende sul tappetino e, nel silenzio necessario allo scopo, si abbandona al trattamento shiatsu, liberando la propria energia e lasciando che la mia interagisca con la sua.
Sembra un qualcosa difficile da comprendere ma in realtà è un dialogo non verbale tra me ed il ricevente, dove io mi pongo in posizione di ascolto di un corpo che lamenta dolori e fastidi dovuti a blocchi energetici. Ovvero quello che causa disturbi e scompensi tali da far ammalare il corpo e l’anima: emicranie, cefalee, disturbi emotivi, ansia, depressione, tensioni muscolari, dolori allo stomaco, stanchezza, e l’elenco è lungo, sono tutti sintomi di blocchi energetici lungo i meridiani del corpo.
I meridiani sono canali energetici che passano come strade dentro di noi e lungo queste direttrici si creano dei blocchi, degli ingorghi di energia, che generano scompensi.
Non si può afferrare la potenzialità di un trattamento o dello shiatsu in generale se non si prova in prima persona e non si compie un confronto tra un prima e un dopo il trattamento.
Si esce rigenerati e con un atteggiamento positivo. La potenza di questo trattamento, che viene effettuato con la pressione del pollice, del palmo e anche del gomito, lì dove è necessaria maggiore liberazione di energia, sta nella capacità di arrivare nel profondo della psiche. Non a caso ci si sente quasi privi di forze e leggeri. Lo stato di rilassamento è tale che, talvolta, le persone si sentono quasi distaccate dal corpo.
Sbloccare l’energia e andare nel profondo significa dare al corpo la capacità di autorigenerarsi. Per questo lo shiatsu diventa una strategia di prevenzione ed un efficace strumento per arrivare alla radice del nostro disturbo.
Lo shiatsu cura la persona ed è la sua capacità di risposta al trattamento che genera il miglioramento del fastidio o dello scompenso.

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