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CONSIGLI UTILI E FUTILI DAL MONDO DELLE DONNE

LE MANDORLE

SONO BUONE E FANNO MOLTO BENE!

Le mandorle sono i semi commestibili, generalmente mangiati secchi, di una pianta molto bella in primavera per la sua splendida fioritura. Sono frutti ricchi di fibre e di elementi nutrienti, preziosi per la salute dell’uomo.
Esse contengono, infatti,  un’alta percentuale di minerali significativi per l’organismo umano: il magnesio, il ferro, il calcio, il potassio e il rame. Oltre ad essere ricche di minerali, le mandorle  contengono anche  vitamine del gruppo B, vitamine E, grassi monoinsaturi, fibre e hanno una buona percentuale di proteine.
Purtroppo, però, sono altamente caloriche quindi bisogna fare attenzione a non esagerare: 100 grammi di mandorle producono circa 600 calorie. La dose consigliabile da assumere quotidianamente è pari a 40 grammi, soprattutto nella fascia di età che segue gli “anta”.
Aiutano a ridurre il rischio di patologie cardio vascolari e di diabete, a migliorare il metabolismo, a favorire il senso di sazietà, a contrastare l’accumulo di grasso localizzato sull’addome e a prevenire l’invecchiamento della cute.
Fanno molto bene alla salute della mamma e del bambino,  anche nel periodo della gravidanza.
E’ un frutto poliedrico per i suoi numerosi utilizzi. In cucina, è utilizzato soprattutto in Sicilia, sia nella pasticceria dolce che nei piatti salati. Molte ricette famose senza questo ingrediente non potrebbero esistere. Si ricorda, tra tutte, il pesto alla trapanese, la pasticceria di marzapane e la granita di mandorle.
Dalle mandorle si estrae l’olio, molto usato sia nei massaggi, sia in gravidanza per prevenire smagliature sul corpo della mamma. E’ un olio limpido, inodore, emolliente, nutriente e lenitivo, ricco di vitamina E, vitamina B e minerali, ottimo per contrastare l’invecchiamento della pelle,  per la cura e la bellezza dei capelli.

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ALLARME OLIO DI PALMA

della Dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo, Specialista in Endocrinologia.

Ci sono  sempre più evidenze scientifiche e importanti motivazioni  per  evitare l'uso dell'olio di palma nella nostra alimentazione.
L'olio di palma è uno degli olii per uso alimentare più usati al mondo (incredibile eh?!); contiene un'alta percentuale, 50% circa, di grassi saturi che lo rende particolarmente pericoloso per la salute di arterie e cuore. 

L'uso occasionale di piccole quantità non può  essere considerato nocivo, ma c'è allarme per i rischi legati ad un uso continuo e prolungato  nel tempo, a cui sono esposti i bambini.

Il  successo di quest'olio deriva dal suo bassissimo costo e dalla sua estrema maneggevolezza industriale che lo ha fatto diventare un ingrediente prezioso per cracker, biscotti, merendine, precotti ed altro ancora.

Poco tempo fa era stato il WWF a lanciare l'allarme contro la sua produzione, in difesa di foreste e ampie zone boschive dell'Indonesia distrutte per favorire la coltivazione di palme: un affare da milioni di dollari e  un mercato in continua espansione. 

Molte associazioni dei consumatori, inoltre, visto l'uso sempre più diffuso, hanno spinto per una norma che obblighi le  industrie alimentari a dichiarare esplicitamente sull'etichetta la sua presenza nel prodotti che acquistiamo e non più come ''olio o grasso vegetale''.

Cominciano poi ad arrivare dal mondo scientifico risultati di ricerche sempre più importanti sugli effetti deleteri del palmitato. E' stato recentemente pubblicato un lavoro sulla rivista ''Diabetologia'' in cui l'olio di palma, contenuto in pratica in tutti i  biscotti e i prodotti da forno industriali, sarebbe una causa importante di diabete perché danneggia o distrugge le cellule beta-pancreatiche  che producono  l'insulina. Questo effetto è mediato da una proteina che traduce in danni una dieta troppo ricca di grassi saturi.

Quindi occhio alle etichette: facendolo proteggeremo il nostro benessere e quello dei nostri bambini ma anche la salute del nostro pianeta.

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ODIOSE PUNTURE

della Dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia. 

E' tornata l'estate ed anche lo sciame di insetti e le fastidiose e a volte pericolose  punture; quest'anno parte la campagna ''PUNTO SUL VIVO'' di informazione  e sensibilizzazione sulle allergie alla puntura da insetti, promossa da molti Centri di Allergologia: conoscere meglio queste allergie significa evitare di preoccuparsi per le più lievi e ricevere le giuste indicazioni per attuare la migliore prevenzione e terapia contro gli effetti più gravi.

Si calcola che il 5% degli italiani  sia realmente allergico agli  imenotteri; le reazioni alla puntura possono essere di vario tipo, impariamo a riconoscerle.

- La reazione locale è la più comune e la più innocua, non è un'allergia: essa è rappresentata da un piccolo pomfo rosso rilevato, dal diametro inferiore di 10 cm; è una reazione considerata normale e non necessita di alcuna terapia.

- La reazione  locale estesa, cioè l'area del gonfiore è superiore ai 10 cm.; non è un reazione grave, ma se è estesa ad un intero  segmento corporeo, come ad esempio un braccio, oltre alla terapia locale (ghiaccio, crema al cortisone ed eventualmente antistaminici) è necessario il trattamento con cortisone per via orale.

- La reazione generalizzata: è la reazione più  grave, può interessare nell'80% dei casi la cute (orticaria), l'apparato gastroenterico (nausea, dolori addominali), l'apparato cardiovascolare (ipotensione,  tachicardia), l'apparato  respiratorio (occlusione nasale, edema della glottide, asma) fino allo stato di  shock per le reazioni gravissime.

Queste sono le reazioni più temibili, prevenirle è molto difficile; lo scopo di questa campagna è proprio quello di far conoscere  le possibili armi di prevenzione delle reazioni più gravi. In tutti i casi sospetti si possono eseguire i test allergici per valutare i livelli di  immunoglobuline specifiche  e valutare la possibilità di eseguire l'immunoterapia mediante vaccino.

Inoltre, per i casi più gravi, nei Centri di Allergologia coinvolti, verrà valutata anche la possibilità di far effettuare una terapia auto-iniettante salvavita da parte del paziente allergico se punto dall'insetto. 

 

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PRUNUS ANTICANCRO

della Dr.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.

Cresce sui monti del Molise il Prunus Spinosa Trigno da cui si ricava un potente antitumorale. I Molisani conoscono da tempo questa pianta dalle cui bacche blu ricavano un liquore, il trignolino e ne utilizzano le foglie in aggiunta al tabacco da pipa.

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha effettuato una ricerca sulle sue proprietà antitumorali e i risultati sono così importanti che sono stati presentati in occasione dell'EXPO di Milano il 25 giugno 2015.
L'estratto di Prunus è molto ricco di potenti antiossidanti e, addizionato ad un particolare complesso di aminoacidi, riduce la sopravvivenza delle cellule cancerose: in particolare, aggiunto a cellule tumorali di pazienti con tumore del colon, cervice e polmone, ne ha distrutte dal 70% al 78% nel giro  di 24 ore.

L'ISS vuole iniziare presto la sperimentazione per produrre, in futuro, un nuovo farmaco antitumorale ma intanto, visto che il prodotto non ha effetti tossici, l'estratto miscelato di Prunus è già da tempo in vendita in farmacia e in parafarmacia, come integratore ad un prezzo etico e "democratico".

 

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