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CONSIGLI UTILI E FUTILI DAL MONDO DELLE DONNE

CIBO PER LA BELLEZZA

della Dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.

Mantenere una pelle sempre giovane e vellutata è un po' il sogno di noi tutte. Si cerca una crema e un trattamento che ci faccia sperare di fermare i segni del tempo, ma è l'alimentazione, oltre ad ottimi geni, che sembra fare la differenza. Ci sono certamente cibi top che aiutano a mantenere una pelle liscia e morbida, un mix ad alto contenuto di vitamine, antiossidanti e grassi omega 3 e 6.
L'acqua idrata e distende i tratti cutanei; il pesce azzurro, come alici, sarde e salmone, in quanto ricchi di omega 3 agiscono come agenti protettivi contro i raggi UV.
L'olio extravergine di oliva è ricco di potenti antiossidanti capaci di ridurre gli effetti del foto-aging.
La frutta secca: via libera a mandorle ricche di vitamina E, noci fonte di grassi Omega 3 e 6, così come l'avocado e i semi di girasole e di lino da aggiungere nelle insalate.
Non dimentichiamo infine la frutta fresca ed alcune verdure da mangiare preferibilmente crude perché ricche di sostanze che proteggono la nostra pelle dai radicali liberi prodotti dall'esposizione solare: mango, papaia, peperoni, spinaci e cavoli. Uno studio recente ha dimostrato, attraverso uno scanner in 3D, che la cute di donne che seguivano un'alimentazione ricca di questi alimenti e povera di proteine animali e di fast food, aveva rughe meno profonde e meno numerose rispetto ad un gruppo di controllo.

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MENO FARMACI PER LE DONNE


della dr.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.

C'è una disparità di trattamento che è sorprendente: è più facile e frequente per una donna ricevere una prescrizione di antibiotici rispetto ad un uomo; questo è il risultato di una metanalisi delle prescrizioni effettuata dai ricercatori dell'Università di Tubinga.
E' ancora una diseguaglianza quella che viene messa in evidenza dai dati raccolti: le donne tra i 16 e i 54 anni ricevono circa il 30% in più di prescrizioni di antibiotici rispetto agli uomini della stessa età.
Al di là dei dati statistici, il fenomeno si può spiegare attraverso la conoscenza di alcuni dati: intanto, le donne si rivolgono più spesso al proprio medico curante e, forse, sentendo l'esigenza di dover guarire prima possibile, insistono per avere una prescrizione di antibiotici nell'erronea convinzione di poter guarire più velocemente.
Il fatto però più importante è che le donne consumano più farmaci rispetto agli uomini e lo fanno anche in occasioni di malattie virali come l'influenza o le comuni malattie da raffreddamento delle vie aeree, dove l'uso dell'antibiotico non solo è inutile, ma anche inappropriato, favorendo lo sviluppo di antibioticoresistenza da parte dei batteri.
Come iperconsumatrici le donne sono esposte maggiormente a reazioni di allergia ed intolleranza più o meno gravi ai farmaci, questo fenomeno è legato anche al fatto che i test di tolleranza ai farmaci in fase sperimentale, cioè prima dell'immissione in commercio, sono per la maggior parte eseguiti sugli uomini. Però le malattie non sempre si manifestano nello stesso modo nei due sessi e i farmaci non seguono le stesse vie metaboliche, mentre finora la ricerca medica è stata ''tarata'' sugli uomini e i risultati trasferiti automaticamente sulle donne.
L'esigenza di personalizzare la ricerca e sviluppare farmaci a misura di donna porterà presto alla nascita di un centro di ricerca che verrà realizzato a Roma presso il Policlinico Gemelli.
Così, care Amiche Girasole, riflettete prima di prendere farmaci: fatevi visitare e consigliare dal vostro medico e non andate in studio per chiedere direttamente la prescrizione di un antibiotico.

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CURCUMA

LA FATINA DELLA DIETA
della Dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.

Si parla tanto della curcuma, un'antica spezia orientale di cui si è favoleggiato per molto sui possibili benefici sulla nostra salute. Ma solo ultimamente, in seguito a studi scientifici più accurati, è migliorata la conoscenza sulle sue proprietà.
Intanto, responsabile dei suoi benefici è la curcumina, e proprio usando estratti di curcumina si sono valutati i potenziali effetti positivi nell'obesità e nella prevenzione di diabete.
Per nove mesi 250 mg di curcumina sono stati somministrati a soggetti predisposti al diabete; al termine dell'esperienza il numero degli individui che hanno sviluppato diabete è stato più basso rispetto al controllo, con miglioramento della funzionalità del pancreas e di vari parametri di laboratorio, oltre a una efficace riduzione del peso corporeo.
Proprio questo parametro invece è stato oggetto di un altro studio per valutare se l'assunzione di curcumina potesse in qualche modo influenzare positivamente la gestione del peso corporeo in soggetti in sovrappeso.
In effetti, i risultati sono per adesso positivi ed incoraggianti: aumento della perdita di peso, riduzione del girovita e della circonferenza fianchi; la curcumina potrebbe essere in grado di bloccare la produzione di sostanze endogene che provocano aumento dell'appetito soprattutto sotto stress.
In entrambi i lavori, la curcumina è stata aggiunta alla dieta e allo svolgimento di attività fisica regolare.

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TORRONE, DELIZIA SALUTARE

della Dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.

La frutta secca ha secoli di storia nell'alimentazione umana, usata come riserva di cibo ed energia nei lunghi mesi invernali, ha riempito le nostre tavole accompagnando le allegre riunioni delle feste natalizie, sotto forma di pani e/o torroni, diventandone per molto tempo l'unico simbolo gastronomico con dolci rituali con il miele, la frutta candita e il mosto della vendemmia, a cui si è aggiunto con il tempo il cioccolato.
Oggi in tempo di opulenza culinaria, la frutta secca rappresenta spesso l'eccesso che sacrifichiamo con più facilità a vantaggio di dolci più accattivanti, spesso più calorici, più ricchi di zucchero e grassi.
Ma includere in una dieta sana mandorle, cioccolato fondente e cacao aiuta a ridurre i rischi di malattie cardiovascolari; questi sono i risultati di uno studio pubblicato recentemente negli USA. I ricercatori hanno valutato la differenza di effetti sui livelli di colesterolo ''cattivo'' nel sangue tra gruppi di persone che seguivano la stessa dieta, che differiva solo per alcuni alimenti. Un gruppo seguiva la dieta americana con le famose ciambelle, ricche di zuccheri e grassi, altri gruppi sostituivano le ciambelle con mandorle, cioccolato fondente e cacao, ottenendo una riduzione dei valori di colesterolo LDL.
Questo non è un via libera a mangiare grandi quantità di cioccolato e mandorle, soprattutto durante le feste, ma ci deve indurre alcune riflessioni sulla qualità del cibo che mangiamo e soprattutto su quanto di quello che mettiamo sulle nostre tavole deriva da una scelta di tradizione e quanto dalle pressioni mediatiche.

 

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