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CONSIGLI UTILI E FUTILI DAL MONDO DELLE DONNE

LA DIETA IDEALE

PIU' QUALITA' MENO QUANTITA'  
della Dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.

La dieta ideale? Mangiare sano, fare un po' di attività fisica e non essere troppo intransigente sulle calorie. Secondo uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Jama, la qualità del cibo conta molto di più della quantità: rinunciare ai cibi pronti e raffinati, scegliere più verdure e cibi integrali e magari sedersi a tavola con la famiglia.
Ai partecipanti allo studio è stato chiesto di seguire un regime alimentare senza un rigido limite delle calorie che prevedeva alimenti più salutari (come salmone, carni magre da animali allevati al pascolo, formaggi duri, frutta secca, vegetali, riso integrale, orzo, legumi, frutta fresca) e di rinunciare a tutti i cibi già pronti come dolciumi, patate fritte, carni lavorate ecc. anche se con l'etichetta LOW-CARB e/o LOW-FAT.
Ebbene il calo ponderale ottenuto ha dimostrato di essere legato soprattutto alla qualità del cibo, privo di zuccheri aggiunti, preparati con conservanti e cereali raffinati, alimenti sani e semplici da cucinare in casa e da consumare insieme alla famiglia , e non in macchina, davanti al televisore o di corsa mentre si parla al telefonino.
Insomma, si torna ai buoni vecchi consigli che si sono dimostrati vincenti contro tutte le nuove mode improbabili o fantasiose e le fake-news sulle diete dimagranti.

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L'ORTO COME TERAPIA

TERAPIA D'ORTO  
della Dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.

Coltivare l'orto produce benefici sia a livello fisico che psicologico che possono essere particolarmente importanti nel periodo che segue la guarigione da un tumore.
Questo esperimento è stato portato a termine da una Università americana e pubblicato dal Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics.
La maggior parte dei i partecipanti si sono dichiarati entusiasti ed hanno definito eccellente l'esperienza di coltivare un orto e si sono dichiarati disponibili a continuare a farlo.
Oltre ad essere stato un esperimento così gratificante, al termine dello studio i pazienti avevano migliorato la propria dieta con un aumento del consumo di frutta e verdura di loro produzione; inoltre, prove cliniche hanno mostrato un miglioramento dei test su forza ed equilibrio fisico e nel sangue livelli più bassi di indicatori di stress.
Insomma, seminare, potare, innaffiare e raccogliere quello che si coltiva sono attività che migliorano i livelli di stress, la qualità della vita e lo stato mentale, producono cioè quei benefici che una semplice esortazione a mangiare meglio ed andare in palestra non sempre riescono ad ottenere.

 

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PRIMA TI SPOSO POI TI ROVINO

della Dott.ssa Marialuigia De Lucia, abilitata alla professione forense.


Correva l’anno 2003 e negli Stati Uniti d’America usciva nelle sale “Prima ti sposo e poi ti rovino”, film dalla trama trita e ritrita della donna assetata di denaro, dedita ad ammaliare uomini benestanti per poi spennarli come polli da batteria.
La trama è plateale e i protagonisti fantasmagorici: parliamo di Catherine Zeta Jones e “niente po’ po’ di meno che” di George Clooney; ma la storia per lungo tempo ha avuto un suo riscontro nella realtà, anche se in termini meno fantasiosi.
Ancora una volta le Girasole, a cui tanto sta a cuore l’indipendenza a tutto tondo delle donne, pone l’attenzione sulla direzione della giurisprudenza italiana in materia di provvedimenti emanati in tema di mantenimento  nei confronti dell’ex coniuge.
Il titolo giusto del film, se fosse girato oggi e successivamente alla cosiddetta storica “sentenza Grilli n. 11504/2017” (cfr. articolo “Divorzio all’italiana” sul sito www.legirasole.it) sarebbe infatti “PRIMA TI SPOSO POI NON TI ROVINO PIU’”.
La Cassazione, con pronuncia n. 3015 depositata il 7 febbraio 2018, ha infatti affermato che l’ex coniuge non ha diritto all’aumento dell’assegno divorzile se la ex moglie rassegna volontarie dimissioni dal posto di lavoro e dispone di strumenti adeguati per il proprio sostentamento.
Nel caso di specie la ex moglie, per una sua decisione personale, aveva rinunciato volontariamente alla sua attività lavorativa, disponeva di un canone derivante da una sua proprietà concessa in locazione e l’unico figlio, ormai maggiorenne, viveva col padre.
In una situazione del genere, qualcuno mi deve spiegare per quale ragione l’ex marito dovrebbe aumentare l’assegno divorzile per colmare il divario tra tenore di vita avuto durante gli anni del matrimonio e tenore di vita successivo alle volontarie dimissioni della ex moglie.
Vale la pena quindi ricordare ancora una volta cosa dispone la legge.
L’art. 5 della legge n. 898/1970 e successive modificazioni e integrazioni stabilisce, al comma 6, che “con la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il Tribunale, tenuto conto delle condizioni dei coniugi, delle ragioni della decisione, del contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ciascuno o di quello comune, del reddito di entrambi, e valutati tutti i suddetti elementi anche in rapporto alla durata del matrimonio, dispone l’obbligo del coniuge di somministrare periodicamente a favore dell’altro un assegno quando quest’ultimo non ha mezzi adeguati o comunque non può procurarseli per ragioni oggettive”.

Occorre quindi rammentare che il divorzio scioglie gli effetti del matrimonio e che, pertanto, permane in capo all’ex marito o alla ex moglie esclusivamente l’obbligo di provvedere al sostentamento dell’ex coniuge, ma solo qualora lo stesso non disponga di strumenti necessari per procacciarsi da vivere: cibo, cure mediche e un tetto sulla testa.
Durante il matrimonio erano garantiti anche vestiti di alta sartoria e frequentazioni di club esclusivi? Pazienza, si vive bene anche senza.
Attenzione, mantenere il doppio ruolo professionale e familiare è davvero uno sforzo titanico per una donna, tuttavia credo che ogni volta che una moglie rassegni le proprie dimissioni dal lavoro, contando sull’aiuto vita natural durante da parte del proprio marito, dovrebbe fare mente locale sulle conseguenze della propria azione, in termini di dignità personale e insidiose difficoltà economiche, nel caso in cui i fiori d’arancio appassiscano prematuramente.

E ricordiamoci sempre che "il denaro che si possiede è strumento di libertà, quello che si insegue è strumento di schiavitù!" (Jean-Jacques Rousseau)

 

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IL BACIO

della Dott.ssa Graziella Bellardini, Medico Chirurgo specialista in Endocrinologia.

Secondo uno studio belgo-tedesco, il bacio rappresenta nelle donne il comando del desiderio sessuale attraverso la produzione di kisspeptina che accende la libido femminile.
La kisspeptina viene, infatti, identificata come l'interruttore dell'adolescenza, che risveglia gli ormoni sessuali e quindi il desiderio e l'attrazione verso il sesso che ne deriva.
Dati sperimentali suggeriscono che il bacio attraverso i ferormoni stimola la produzione di kisspeptina che aumenta l'attrazione verso il partner ed innesca comportamenti che portano all'eccitazione sessuale.
Questo studio apre nuove possibilità per le persone che soffrono di un basso desiderio sessuale.
A noi piace ricordare alcuni versi che hanno enfatizzato e trasmesso nel tempo il valore del bacio nella passione amorosa.

''....Dammi mille baci, poi cento poi altri mille, poi ancora cento poi altri mille, poi cento ancora.
Quindi, quando saremo stanchi di contarli, continueremo a baciarci senza pensarci, per non spaventarci e perché nessuno dei tanti che ci invidiano, possa farci del male sapendo che si può, coi baci, essere tanto felici''

Catullo (I sec. a.C.)

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